31/05/2009

La Mauritania di Suor Isolina

L'anno scorso con l'aiuto di molte altre persone ho inviato, personalmente, un container di 20 piedi in Africa. Per la precisione in Mauritania e per essere più precisi al centro di formazione professionale di Suor Isolina. Questa religiosa si occupa di moltissime cose, è cilena, e da 8 anni, fino alla fine del 2008 ha vissuto ad Atar, in Mauritania.

Lì ha fondato un centro di formazione professionale femminile, per aiutare le donne che in questo Paese sono emancipate e sveglie, ma non hanno lavoro e in questo modo non possono garantirsi un'indipendenza dagli uomini. Suor Isolina ha deciso - non senza difficoltà - di insegnare un mestiere alle ragazze del luogo e ha fondato questo centro, con il grandissimo aiuto degli Alpini di Gorle e di molti altri centri del bergamasco.

Io l'ho conosciuta insieme a Giovanni Sala e nel 2007 ho portato, durante la Dakar, una sedia a rotelle ad una ragazzina che non poteva camminare. Una piccola iniziativa che mi ha fatto conoscere Suor Isolina, apprezzare il suo operato e soprattutto, decidere di fare di più.

gente1 bassa.jpgCon l'aiuto del settimanale Gente abbiamo pubblicato un annuncio chiedendo di aiutarci a raccogliere materiale da mandare in Africa, noi stessi, senza intermediazioni di nessuno, e ci siamo riusciti. Ci hanno aiutato la Man, che ci ha fornito un camion che ha fatto il giro d'Italia ritirando il materiale e la Italtrans, azienda di trasporti bergamasca che ci ha fornito il semirimorchio e soprattutto una grossa mano a livello logistico. Importantissimo poi l'apporto del Gruppo Alpini di Gorle che ci ha aiutato a pagare gran parte delle spese, insieme al Moto Club Carnico e ad alcune altre persone.

Abbiamo raccolto tutto quello che Suor Isolina ci aveva chiesto in una lunga lista di materiale, utile al suo centro di formazione e lo abbiamo spedito - ripeto, non senza difficoltà - in Mauritania.

Oggi il centro di formazione conta più di 50 ragazze iscritte, che seguono corsi di francese e lingua araba, cucito e informatica, e oltre 70 bambini che stanno all'asilo intanto che le loro mamme seguono i corsi.

Suor Isolina invece è stata trasferita in Tunisia, nella capitale e lavora lì, ma segue sempre, anche se da lontano il centro di Atar che sta crescendo ed è ora al centro di una serie di interessanti iniziative.

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